Ultima modifica: 16 Febbraio 2021

Storia della scuola

DALLA FABBRICA ALLA SCUOLA

L’Istituto Giovanni Giolitti ha sede nei locali dell’ex fabbrica RIV. L’edificio venne costruito intorno agli anni Cinquanta del XX secolo, dal 1926 al 1971 l’edificio ospitò gli uffici di segreteria e i magazzini della grande fabbrica RIV, che sorgeva dove oggi ha sede la Banca Unicredit di Via Nizza. Una buona parte era dedicata alla scuola di formazione per gli operai della fabbrica.

La RIV costruiva cuscinetti a sfera ed era la seconda fabbrica in Europa per produzione, dopo la svedese SKF. Nel 1943 venne occupata dalle forze naziste e convertita in fabbrica di armi. Bombardata dalle forze alleate come obiettivo strategico, fu liberata dagli stessi operai e dai partigiani del quartiere Lingotto durante le insurrezioni operaie del 1945. Dopo la guerra ritornò a produrre cuscinetti a sfera fino alla dismissione nel 1971.

L’edificio che ospita l’Istituto Giolitti, pur avendo subito i bombardamenti, ha mantenuto la caratteristica struttura originaria della fabbrica nello stile modernista degli inizi del ‘900, come il vicino complesso del Lingotto.

La struttura architettonica, si presenta all’esterno caratterizzata da ampie vetrate montate su telai in ferro. Vetro: materiale così fragile e così forte che riflette e restituisce – come tanti acquarelli – i colori temporali delle stagioni. L’interno dell’immobile ha subito – nell’arco dei vari decenni – diversi interventi di ristrutturazione, come ad esempio la posa in opera dei controsoffitti.

Dopo la vendita ad un Ente pubblico e il recupero architettonico del 1977, si insediò un nuovo istituto scolastico.

L’Istituto Giovanni Giolitti aprì nel 1978 con corsi professionali triennali per segretari d’azienda. 

Nel corso degli anni le diverse esigenze formative del territorio hanno trasformato il Giolitti in un Istituto di Istruzione Superiore con i due attuali indirizzi di studio: il professionale, servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, e il tecnico per il turismo.
L’edificio, in quanto documento e testimonianza di archeologia industriale, nel 2011 è stato sottoposto a vincolo monumentale dalla Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Torino.